A La Maddalena esiste una piccola Cappella votiva chiamata la Madonnetta, è posta su uno scoglio che guarda Spargi. Dietro quel nome c’è la storia vera di un pescatore e di una notte di tempesta. Molte persone la superano per raggiungere la spiaggia di Carlotto, senza accorgersi che stanno passando davanti ad un pezzo di storia Isolana. Ecco cosa rappresenta La Madonnetta.
La Storia
Zi Cristu, padre di una famiglia numerosa, faceva quello che faceva ogni notte: mollava gli ormeggi del suo gozzetto e remava verso Spargi per andare a pescare. Quella sera il mare era una tavola, il cielo limpido, la corrente tra le isole appena un soffio. Iniziò a pescare senza pensieri.
Poi, da Caprera, cominciò a soffiare il Grecale. All’inizio piano, quasi gentile, poi sempre più deciso, spingendo davanti a sé onde e nuvole da temporale. Quando Zi Cristu si rese conto di cosa stava arrivando era già tardi. I fulmini accendevano il cielo e il piccolo gozzo girava su se stesso come una trottola, mentre lui provava a tenere la prua verso La Maddalena.
Remò con tutta la forza che aveva, e non bastava. Si legò i remi agli scalmi, fino a fare un corpo solo con la barca, con il mare e con l’uragano, e ancora non bastava. Allora cominciò a pregare. Rosari, suppliche e promesse di voto alla Madonna, ora dopo ora, mentre lottava contro le onde. Dopo una notte intera arrivò la sbandata buona: il vento girò, gli si mise in poppa e lo spinse al riparo proprio davanti a Spargi, là dove tramonta il sole, sotto la roccia che oggi conosciamo come la Madonnetta.
Per quella grazia ricevuta, Zi Cristu pose su quello scoglio una statua della Madonna, rivolta verso il mare che aveva rischiato di prenderselo. Ancora oggi, ogni primo maggio, davanti alla cappella si rinnova quel voto con una messa e un pranzo. È la memoria di un uomo, del mare amico inseparabile e a volte nemico terribile, e di una preghiera esaudita: storia vera, come la raccontano gli isolani da generazioni.
Una poesia isolana, in dialetto maddalenino, custodisce la stessa storia:
[…]
E senza d’aspitta’ mancu un istante
si liga I bracci ai remi
strinti forti a I scalmi che
piscado’ e barca erani una sola cosa
un tuttuno co’ ‘u mari
e l’uragano.
E cussi’
dopu deci rosari e requiescant
e Salvereggina e De profundis
e promesse di votu alla Madonna
e feste di ringraziamento
al primo Maggio
[…]
oppu dui ori di patansciu
trosciu cummi una spazzosa
sfiancatu pe’ ‘a fatica e ‘u patimentu,
un’urtima sbandata
e d’incantu
gira di bordo, troa ‘u entu ammicu
di puppa,
propiu dinnanzi
a Spargi
propiu supra a’ sicca
d’a puntata, undi tramonta u’ soli,
quiddhu che ava’ chiammemmu,
noi isulani,
u’ scoddhu d’a noscia
Madunnetta.
Zi’ Cristu e’ sarvu
u’ Signori l’ha sintitu
e forzi u’ so’ curagghiu
e a so’ forza ani aiutatu….
E quista e’ storia vera
storia dei nosci antichi.
Consiglio finale
Il modo migliore per goderti appieno la magia dell’arcipelago è soggiornare a La Maddalena così da vivere l’isola in maniera unica.