Nel febbraio del 1793 La Maddalena rischiò di diventare francese. Una squadra navale partita dalla Corsica puntò sull’arcipelago, occupò l’isola di Santo Stefano e cominciò a bombardare il paese. A bordo, come ufficiale d’artiglieria, c’era un tenente còrso di ventitré anni: Napoleone Bonaparte.
Il piano era chiaro: piazzare le batterie su Santo Stefano, a tiro del paese, fiaccare le difese e poi sbarcare sull’isola maggiore. Bonaparte sistemò i suoi cannoni e per giorni martellò La Maddalena. Ma lo sbarco decisivo non arrivò mai perché gli isolani, con un’audace mossa, trasportarono dei cannoni sulla costa sarda e cominciarono a cannoneggiare la Fregata francese Fauvette e le postazioni nemiche.
A guidare la difesa fu Domenico Millelire, maddalenino, al comando di una piccola guarnigione. Con pochi mezzi tenne sotto tiro le navi nemiche e ne impedì la manovra, contribuendo a far fallire l’operazione. Quando i francesi si ritirarono, Bonaparte fu costretto ad abbandonare in fretta parte dell’artiglieria sull’isolotto.
Per quel comportamento Millelire ricevette la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare della Marina sarda, riconoscimento che lo ha reso un nome di riferimento per tutta la Marina italiana. Bonaparte, dal canto suo, si portò a casa una delle prime sconfitte della sua carriera, in un angolo di mare che pochi anni dopo, con Nelson, sarebbe tornato al centro delle mire delle potenze europee.
A La Maddalena quell’episodio non si è mai dimenticato. Una delle piazze principali porta la data del 23 febbraio e custodisce ancora il busto di Millelire e una palla di mortaio sparata da quelle batterie: due oggetti che gli isolani mostrano con l’orgoglio di chi, una volta, ha detto di no a Napoleone.
Consiglio finale
Il modo migliore per goderti appieno la magia dell’arcipelago è soggiornare a La Maddalena così da vivere l’isola in maniera unica.