La Maddalena in 3 giorni: il weekend perfetto
Tre giorni bastano per innamorarsi dell'arcipelago: il centro storico, le spiagge di granito, Caprera e una giornata in barca tra le isole minori.
Una settimana per vivere l'arcipelago come un isolano: mare, trekking, storia, una giornata in barca, snorkeling e perfino un giorno per non fare niente.
Hai sette giorni: nessuna fretta. Sistemati e scendi a piedi verso Cala Gavetta e il centro. La prima sera è per ambientarsi: una passeggiata sul porto, un aperitivo, una cena di pesce e l'idea che il tempo, qui, lavora a tuo favore.
Dedica la giornata alla strada panoramica dell'isola. Spalmatore, Bassa Trinità, Cala Lunga, Monti d'a Rena: fermati dove ti pare, fai più bagni, non spuntare una lista. La sera, tramonto a Punta Tegge, con la Corsica che si accende all'orizzonte.
Giornata a Caprera, da vivere con le gambe. La mattina, un trekking: i sentieri salgono tra granito e macchia fino a punti panoramici come il Monte Tejalone, il punto più alto, da cui l'arcipelago si capisce davvero — gli isolotti sparsi nel blu, la Corsica, il Passo degli Asinelli.
Nel pomeriggio, la storia: il Compendio Garibaldino e il Memoriale al Forte Arbuticci. E prima di tornare, un tuffo in una delle calette di Caprera. Scarpe buone e acqua abbondante: oggi si suda, ma si torna pieni.
Il giorno della barca. Una premessa onesta: l'escursione non fa il giro di tutte e sette le isole — è materialmente impossibile in una giornata, e diffida di chi te lo promette. Il percorso più bello e diffuso tocca Budelli (Spiaggia Rosa osservata dal pontile, perché è zona protetta), Spargi con Cala Corsara e Santa Maria, a volte con una puntata verso il Passo degli Asinelli tra Santa Maria e Razzoli.
Soste bagno, snorkeling, pranzo a bordo e quel blu che non dimentichi. Rientro a fine pomeriggio: dopo la barca, niente altre spiagge — gelato, doccia e cena tranquilla.
Oggi scegli tu come stare in acqua. Se hai il brevetto, un'immersione nel Parco — tra pareti di granito, gorgonie rosse e cernie curiose — vale da sola il viaggio (sempre con guida autorizzata). Se preferisci restare in superficie, una mattinata di snorkeling guidato ti porta sui fondali migliori.
In alternativa, prenota la visita a Cala Coticcio a Caprera, la "Tahiti" dell'arcipelago: accesso solo con guida e numeri limitati, ma è una di quelle cose che poi racconti per anni.
Una settimana ti concede il lusso di un giorno senza programma. Prendilo. Puoi noleggiare un kayak o un SUP e esplorare le calette dove le barche grandi non arrivano, oppure semplicemente scegliere una spiaggia e non muoverti fino a sera.
Dedica il pomeriggio ai sapori: un giro al mercato del pesce, una degustazione di formaggi della Gallura e Vermentino, e la sera una cena come si deve — culurgiones, pesce fresco, una seada col miele a chiudere. Questo è il giorno in cui smetti di visitare l'isola e cominci ad abitarla.
L'ultima mattina è sacra: torna nel posto che hai amato di più e fatti l'ultimo bagno con calma. Un caffè sul porto, gli acquisti da portare a casa, uno sguardo lungo allo Stretto di Bonifacio.
Poi il traghetto. Ma a quest'ora l'arcipelago non è più un posto che hai visto: è un posto a cui torni. E ci tornerai.