La Batteria Balbiano fa parte delle prime fortificazioni di La Maddalena, realizzate nella seconda metà del Settecento con l’arrivo dei Piemontesi.
Quando i Sardo-Piemontesi fecero dell’arcipelago una base di appoggio per le navi della Regia Marina Sarda, l’isola di La Maddalena fu “guarnita” di fortificazioni: la Torre Quadrata, il forte San Vittorio detto Guardia Vecchia e una serie di opere minori tra cui Sant’Andrea, Balbiano, Sant’Agostino e Santa Teresa. Tutte erano visibili dal mare, per scoraggiare gli attacchi dei pirati e affermare il controllo sabaudo sulle Bocche di Bonifacio.
Balbiano costituiva il rinforzo a ovest del Forte Sant’Andrea, completando insieme a Sant’Agostino la difesa del fronte meridionale del capoluogo. Si trattava di una batteria pensata per il tiro radente sul mare, in posizione tale da coprire gli avvicinamenti alla rada.
Con la grande stagione di fortificazione avviata nel 1887 , quando, nel clima della Triplice Alleanza, lo Stato italiano finanziò batterie ad alta potenza per il tiro radente come l’Opera Nido d’Aquila (1888), Punta Tegge e Punta Rossa il baricentro difensivo si spostò sulle nuove opere umbertine. Le batterie settecentesche come Balbiano restarono però parte integrante della memoria storica della piazzaforte. Attualmente non è visitabile.
Dalla batteria settecentesca all’Opera Nido d’Aquila
A pochi passi da Balbiano, la grande stagione umbertina lasciò il segno con l’Opera Nido d’Aquila, costruita nel 1888. Si trattava di una batteria in barbetta posta a quota 13,25 metri, capace di quattro pezzi da 15 GRC ad avancarica, con un parapetto spesso 8 metri, rivestimento interno in muratura, piazzole per i cannoni e quattro polveriere; le fondazioni poggiavano direttamente sulla nuda roccia granitica. Il complesso comprendeva magazzini, cucine, lavanderie e latrine. Il confronto tra la più antica batteria Balbiano e la potente opera di fine Ottocento mostra l’evoluzione dell’architettura militare dell’arcipelago, dal controllo ravvicinato del porto al tiro radente a lunga gittata sul mare aperto.
Consiglio finale
Il modo migliore per goderti appieno la magia dell’arcipelago è soggiornare a La Maddalena così da vivere l’isola in maniera unica.