Sottile, croccante, leggero: il pane carasau è così fine che lo chiamano anche “carta da musica”.
Nasce come pane dei pastori, pensato per durare settimane lontano da casa: cotto due volte e essiccato, non va a male. Da necessità è diventato una delizia.
Lo mangi così, croccante, a spezzare l’attesa prima di cena. Oppure lo trasformi: bagnato e condito con olio e sale è il pane guttiau; ammorbidito nel brodo e servito con pomodoro, uovo in camicia e pecorino diventa il pane frattau, un piatto intero. Un pane che racconta la Sardegna più vera, quella delle campagne e dei tempi lunghi.